L’Associazione “Reti sociali” ha come scopo quello di promuovere ad ogni livello la diffusione della conoscenza e lo sviluppo del not for profit.
In particolar modo la sua attività si svolgerà lungo tre direttrici finalizzate:
- alla miglior conoscenza del mondo del not for profit attraverso lo studio, la mappatura e l’approfondimento delle tematiche che lo riguardano, sia nel nostro Paese che in Europa, con particolare attenzione ai fenomeni esistenti e alle forme di influenza del settore privato nella sfera pubblica.
- all’impegno costante perché questo settore, anche grazie al confronto con Paesi in cui è più evoluto, sia luogo capace di generare dialogo e relazioni mirate a favorire pace e coesione sociale, da diffondere nel nostro Paese e nell’Unione Europea.
- Questo sforzo culturale avrà come strumenti: la collaborazione con altre istituzioni; l’organizzazione di convegni, seminari e corsi di formazione; l’attribuzione di borse di studio; la pubblicazione della attività di ricerca e la diffusione sui media nazionali ed internazionali delle proprie linee d’azione
- alla promozione e diffusione del settore, perché sempre più persone siano in grado di avvicinarsi ad esso; sempre più imprese e privati ne diventino soggetti portatori d’interesse; le istituzioni pubbliche, i politici e gli amministratori ne riconoscano il suo “valore aggiunto”; alla promozione e diffusione di best practices, nel campo dei servizi e delle professioni del not for profit e nell’ambito dell’imprenditoria sociale.
In sintesi l’Associazione si propone di:
- promuovere una rinnovata cultura civile e sociale nei diversi ambiti professionali
- sviluppare e sostenere la cultura dell’accompagnamento alla crescita imprenditoriale di ogni iniziativa a sostegno del bene comune, in particolare della persona più in difficoltà.
- sviluppare e sostenere un nuovo modello di welfare di community nel quale soggetti pubblici e privati, profit e not for profit, cooperino alla realizzazione di progetti di sviluppo locale socialmente responsabili.
- formare ed educare nuove figure di “facilitatori di relazioni” (“coach sociali” o “costruttori di comunità”) in grado di rendere produttive le risorse e competenze di territorio, tramite il sostegno concreto alla realizzazione di progetti, all’organizzazione di eventi informativi e formativi, alla contaminazione virtuosa dei principali circuiti educativi, in particolare famiglia, scuola, mondo del lavoro.
